Durante l’esercizio dell’impianto, i serbatoi erano utilizzati per la raccolta dei liquidi radioattivi provenienti dalle celle calde, ovvero gli ambienti appositamente realizzati e attrezzati per la manipolazione, in massima sicurezza, del combustibile nucleare irraggiato.
Nel biennio 2014-2015 è stato realizzato lo smantellamento della parte impiantistica del sistema interrato; al termine di questa attività, le tubazioni rimosse, i serbatoi e il liquido residuo sono stati trasferiti in Nucleco per il trattamento e condizionamento finale.
Successivamente è stata eseguita la mappatura radiologica delle strutture rimanenti per avviare la seconda fase del progetto di smantellamento, che prevede la decontaminazione e la demolizione controllata delle opere civili interrate, il “rilascio in piedi” per lo smantellamento dell’edificio di contenimento e la bonifica finale dell’area.
Nel 2024, a seguito dell'approvazione del Piano Operativo da parte di
ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione), sono riprese le attività di smantellamento degli impianti e di rimozione delle contaminazione residua dalle strutture dei locali interrati finalizzate al rilascio dell'area senza vincoli di natura radiologica.