Sistema autorizzativo e di riconoscimento dei costi

Le attività realizzate da Sogin sono sottoposte a iter autorizzativi e approvativi che coinvolgono, a vario titolo, Istituzioni nazionali e locali e l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN). Al contempo, Sogin è soggetta al controllo e alla regolazione dell’Autorità per la Regolazione Reti Energia e Ambiente (ARERA), attraverso un sistema regolatorio basato sull’approvazione di un preventivo annuale e del relativo consuntivo.
Sistema autorizzativo

Il decommissioning dei siti nucleari italiani e la gestione dei rifiuti radioattivi sono attività sottoposte a iter autorizzativi e approvativi, che interessano il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e altre Istituzioni nazionali e locali.

Il sistema autorizzativo fa riferimento a due principali ambiti normativi, uno strettamente connesso alla realizzazione delle attività di mantenimento in sicurezza, smantellamento e gestione dei rifiuti radioattivi e l’altro legato agli aspetti ambientali.

Il principale atto autorizzativo per le operazioni di smantellamento di un impianto nucleare è il Decreto di Disattivazione, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico, sentiti i pareri dei Ministeri dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dell'Interno, del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Salute, della Regione interessata nonché dell’ISIN. Tale iter, previsto dagli artt. 55 e 56 del D. lgs. n. 230/1995 (Autorizzazione per la disattivazione degli impianti nucleari), si avvia con la presentazione da parte di Sogin dell’istanza di disattivazione.

Finora è stato ottenuto il Decreto di disattivazione per le centrali nucleari di Trino e del Garigliano, entrambe nel 2012, e di Caorso, nel 2014, e per l’impianto FN di Bosco Marengo, nel 2008.

Nelle more del rilascio del Decreto, possono essere autorizzati anche singoli progetti finalizzati all’avanzamento delle attività di smantellamento o di realizzazione di opere e strutture temporanee necessarie per il decommissioning stesso. In particolare, le autorizzazioni sui singoli progetti possono essere richieste per:

  • particolari operazioni e specifici interventi atti a garantire nel modo più efficace la radioprotezione dei lavoratori e della popolazione da realizzare negli impianti nucleari per i quali sia stata inoltrata, ma non ottenuta l’istanza di disattivazione (in applicazione dell’art. 148, comma 1 bis del D.lgs. n. 230/1995);
  • attività inerenti specifiche richieste di Enti/Organismi di controllo e per modifiche di impianto, ovvero la realizzazione di nuove opere o le modifiche di sistemi di impianto, rilevanti per la sicurezza (in applicazione dell’art. 6 della Legge n. 1860/1962).

Sia i decreti di disattivazione che le due tipologie di autorizzazioni su singoli progetti descritte valgono anche quali dichiarazioni di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, e costituiscono varianti agli strumenti urbanistici, sostituendo ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo alla esecuzione delle opere. Ciò è stato stabilito dal comma 4 dell’art. 24 (Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari) del decreto legge n. 1/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2012. La norma ha, infatti, lo scopo di ridurre i tempi e i costi delle operazioni di smantellamento degli impianti nucleari e di garantire la massima sicurezza.

Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, il più significativo atto autorizzativo è il Decreto di compatibilità ambientale che viene rilasciato, sulla base della tipologia dei progetti da approvare, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (all. II, parte seconda del D. lgs. n. 152/2006 quelli che seguono la procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale – VIA nazionale) o dalla Regione interessata (all. III parte seconda del D. lgs. n. 152/2006 che seguono la procedura di VIA regionale).

La procedura di VIA ha l’obiettivo di individuare e valutare, in via preventiva, gli effetti sull’ambiente, sulla salute e sul benessere umano, di determinati progetti e identifica, mediante opportune prescrizioni contenute all’interno del Decreto, le misure atte a prevenire, eliminare o rendere minimi gli impatti negativi sull’ambiente.

Sogin è così tenuta ad ottemperare a dette condizioni e prescrizioni trasmettendone i riscontri ai soggetti (Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione, Osservatorio Ambientale, ecc.) preposti alla verifica e al controllo, con le modalità e i tempi indicati nel provvedimento.

Per alcuni progetti specifici, previsti nell’allegato II-bis del D. lgs. n. 152/2006 (come ad esempio la costruzione di un nuovo deposito temporaneo), è necessario procedere a una preventiva verifica di assoggettabilità a VIA.

Lo smantellamento delle quattro centrali di Trino, Garigliano, Latina e Caorso e i due progetti relativi agli impianti ICPF nel sito di Rotondella e CEMEX nel sito di Saluggia hanno ottenuto il Decreto di Compatibilità ambientale.

Riconoscimento dei costi

Le risorse finanziarie impiegate da Sogin per l’attuazione del programma di decommissioning degli impianti nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi – la cosiddetta commessa nucleare – derivano:

  • dai fondi “smantellamento impianti nucleari” e “trattamento e smaltimento del combustibile nucleare”, accumulati da Enel nel periodo 1962-1999, attraverso l’accantonamento di una percentuale sul prezzo di vendita del kWh prodotto, e trasferiti a Sogin all’atto del conferimento delle attività nucleari (ottobre 1999);
  • dalla componente A2RIM (ex A2) della tariffa elettrica determinata trimestralmente dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Il sistema vigente di riconoscimento dei costi per la commessa nucleare è stato definito da ARERA con le delibere n. 574/2012 e n. 194/2013 per il periodo 2013-2016 ed esteso anche al 2017 e 2018.

Al fine del riconoscimento dei costi sostenuti e da sostenere, Sogin sottopone per approvazione ogni anno all’ARERA un programma quadriennale aggiornato sulle attività di decommissioning, comprensivo di un preventivo per l’anno successivo e di un consuntivo dell’anno precedente.

L’attuale sistema suddivide i costi della commessa nucleare in diverse categorie, oltre le imposte e i costi di incentivo all’esodo, alle quali corrisponde una determinata modalità di riconoscimento.

Costi esterni commisurati all’avanzamento delle attività di smantellamento, ovvero relativi ai contratti per la realizzazione dei lavori di decommissioning, compresa la costruzione dei depositi temporanei dei rifiuti radioattivi e la gestione del ciclo del combustibile.
Costi ad utilità pluriennale, costi sostenuti per la realizzazione di beni non destinati ad essere smantellati e per i quali è prevedibile un utilizzo anche oltre la fine del programma di smantellamento degli impianti, come ad esempio le attrezzature presenti nei laboratori di dosimetria e di analisi ambientale, le stazioni di gestione e di controllo dei materiali o i software gestionali.
Costi obbligatori, costi sostenuti per la protezione fisica, i contratti di vigilanza dei siti e della sede, le coperture assicurative, la formazione obbligatoria e le attività di gestione e sorveglianza degli impianti (ad esempio la sorveglianza radiologica ambientale o alla sorveglianza medica e radiologica dei lavoratori). In questa voce rientra il costo del personale considerato “obbligatorio” da regolamenti d’esercizio, piani di emergenza o altri decreti o disposizioni di legge rilevanti per la sicurezza sul lavoro.
Costi generali efficientabili, costi esterni per i servizi vari di sito e i costi di coordinamento e servizi -che non sono costi obbligatori e legati alle attività di smantellamento -, come quelli per le aree verdi, o per gli arredi e attrezzature per gli uffici. In questa voce rientra il costo del personale con funzione di staff

Al meccanismo premiale classico, definito attraverso il raggiungimento di alcuni obiettivi specifici detti “milestone”, è stata aggiunta, come elemento di novità, l’applicazione di una penale nell’eventualità che si verifichino dei ritardi nel loro raggiungimento. Per consentire a Sogin di rispettare gli obblighi derivanti dalla normativa (art. 58 bis comma 2 del D. lgs. n. 230/1995, modificato dal D. lgs. n. 137/2017), tale penale non può essere superiore all’utile di esercizio. L’eventuale eccedenza della penale rispetto all’utile viene, pertanto, distribuita negli anni successivi dello stesso periodo regolatorio. 

 L’ARERA determina, quindi, l’entità degli oneri nucleari da addebitare sulla tariffa elettrica (componente A2RIM) garantendo, attraverso erogazioni specifiche della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), la copertura dei fabbisogni finanziari di Sogin.


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