Gestione dei rifiuti radioattivi

Nella centrale di Caorso sono stoccati in sicurezza, nei depositi temporanei, i rifiuti radioattivi prodotti dal pregresso esercizio dell’impianto e quelli derivanti dalle operazioni di smantellamento.

Il volume dei rifiuti radioattivi presenti al 31.12.2020, classificati secondo le disposizioni del decreto interministeriale del 7 agosto 2015, è di 1.866 metri cubi (mc).

Il volume può variare di anno in anno con il progredire delle attività di mantenimento in sicurezza e di decommissioning e delle modalità di condizionamento dei rifiuti pregressi.

Quantitativo (in metri cubi) dei rifiuti radioattivi, suddivisi per tipologia, presenti nel sito di Caorso al 31.12.2020

Quantitativo (in metri cubi) dei rifiuti radioattivi, suddivisi per tipologia, presenti nella centrale di Caorso al 31.12.2017

A vita media molto breve Attività molto bassa Bassa attività Media attività Alta attività

0 828 988 0 0
Totale 1.866
Nel sito sono presenti tre strutture temporanee per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi che presentano le seguenti caratteristiche.

Depositi temporanei 1 e 2  

  • Volume area di stoccaggio: 9.791 mc 
  • Capacità massima di stoccaggio: 1.690 mc per ogni deposito 
  • Quantità di rifiuti stoccati: 1.928 mc 
  • Superficie: 1.542 mq 

Deposito temporaneo 3  

  • Volume area di stoccaggio: 21.941 mc 
  • Capacità massima di stoccaggio: 1.100 mc 
  • Quantità di rifiuti stoccati: 438 mc 
  • Superficie: 1.557 mq 
Allo stato attuale i depositi contengono sia i rifiuti già condizionati che quelli destinati al trattamento e condizionamento, come nel caso delle resine e dei fanghi radioattivi.

Per i depositi attualmente presenti sono previste attività di adeguamento ai nuovi standard di sicurezza. Oltre ai tre depositi, è in fase di adeguamento l’interno dell’edificio turbina per realizzarvi la Stazione Trattamento Rifiuti (STR).

Al termine del graduale trasferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale, tutti i depositi temporanei saranno demoliti.

A questo punto l’area, una volta verificata l’assenza dei vincoli di natura radiologica, raggiunge lo stato di “green field” (prato verde) che consente di restituire il sito alla collettività per il suo riutilizzo.