Reattore Ispra-1

Nel 2018 il Governo italiano con la Legge di Bilancio 2018 ha affidato a Sogin il decommissioning (smantellamento) del reattore Ispra-1 situato nel complesso del Centro Comune di Ricerca (CCR) della Commissione Europea di Ispra (Varese).

Nel corso del 2018 Sogin ha avviato le prime attività di presa in carico dell’impianto. I tecnici Sogin hanno affiancato il personale del CCR per acquisire la necessaria conoscenza del sito. Le attività in questo primo periodo hanno riguardato la perimetrazione e identificazione dell’area industriale e degli asset che saranno interessati dai lavori assieme a una ricognizione conoscitiva di natura amministrativa e tecnica. In particolare, si tratta da un lato di approfondimenti legali e di analisi contabile e amministrativa dei costi pregressi e dall’altro di analisi ambientali e radiologiche.


È stata approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio 2019, la legge 8 maggio 2019, n. 40, di ratifica dell’accordo sottoscritto nel 2009 dal Governo Italiano e dalla Commissione Europea. Tale legge, entrata in vigore il 22 maggio 2019, consentirà di procedere con il trasferimento definitivo a Sogin della titolarità dell’impianto che sarà regolamentato da un atto di presa in carico, contenente, tra l’altro, la descrizione dell’impianto, i confini dell’area di pertinenza e l’inventario dei beni e delle infrastrutture.

La storia del reattore

 

Ispra-1 è un reattore di ricerca di 5 MW, ultima versione della serie Chicago-Pile 5 sviluppata da Enrico Fermi, costruito dal Consiglio Nazionale Ricerche Nucleari - poi CNEN, infine ENEA - fra il 1957 e il 1958. Entrato in esercizio nel 1959 e utilizzato fino al 1973, è stato il primo reattore nucleare di ricerca italiano. Con l’istituzione nel 1957 della Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA), il Centro di studi nucleari di Ispra fu ceduto dall’Italia, per un periodo di 90 anni, alla stessa CEEA nel 1959, mentre il reattore Ispra-1 fu affidato alla gestione dell’EURATOM a partire dal 1 marzo 1963. Il reattore è stato utilizzato per studi e ricerche sulla fisica del nocciolo, su nuovi materiali per la costruzione dei reattori commerciali, sui flussi neutronici e sulle loro interazioni con la materia vivente, ed ha avuto un ruolo nella formazione di una nuova generazione di tecnici per i programmi nucleari europeo e italiano.