Bonifica della Fossa 7.1

Stato d’avanzamento: in corso 
Durata: 2012-2022 

Alla fine degli anni Sessanta nell’impianto Itrec di Rotondella – nel rispetto della normativa vigente all’epoca e in linea con la prassi internazionale di quel periodo – fu progettata e realizzata un’apposita struttura interrata, denominata Fossa 7.1, dove smaltire i rifiuti radioattivi solidi ad alta attività (media attività secondo la nuova classificazione definita con D.M. 7 agosto 2015) derivanti dalle attività di riprocessamento degli elementi di combustibile. 

Si tratta di una struttura verticale di forma prismatica con una massa di circa 130 tonnellate e un volume di 54 metri cubi, oggi chiamata monolite, che si trova a una profondità di 6,5 metri. Al suo interno i rifiuti radioattivi sono conservati in fusti di tipo petrolifero da 220 litri, inglobati in malta cementizia, all'interno di quattro pozzi a sezione quadrata. 

Nel 2007 è stata realizzata la barriera di contenimento idraulico per garantire le massime condizioni di sicurezza nello svolgimento dei lavori di bonifica della fossa 7.1 per i quali Sogin ha previsto ed elaborato una soluzione progettuale e ingegneristica molto complessa e di tipo prototipale, senza precedenti a livello internazionale. 

Le prime operazioni di bonifica, avviate nel 2012, hanno riguardato le opere civili, la realizzazione di un capannone per garantire l’adeguato confinamento dell’area di cantiere dall’ambiente esterno e l’installazione e il collaudo degli impianti di servizio. 

Nel 2013 è stata completata, per garantire la massima sicurezza in ogni fase dei lavori di bonifica, la struttura di copertura dell'area dove si trova la Fossa 7.1 e sono stati realizzati gli impianti di ventilazione, antincendio ed elettrico, i sistemi di monitoraggio radiologico e il portale per il controllo del terreno rimosso e di tutti gli accessori utilizzati nelle attività di scavo attorno al monolite. 

Nel 2014, una vota implementati il sistema di stabilizzazione, drenaggio e protezione della palificata, sono cominciate le opere di scavo e le indagini strutturali sul monolite, durante le quali si è manifestato un esiguo percolamento di liquido acquoso da una parete del monolite, che ha interessato una limitata area di terreno pari a circa 2 metri quadri. 

Sogin ha attuato tutte le misure di sicurezza necessarie e ha provveduto alla sigillatura della zona di percolamento, con l’immediato avvio dei lavori di rimozione del terreno interessato e della raccolta di campioni del liquido percolato e del terreno stesso. 

Tutti i valori di radioattività riscontrati e le conseguenti valutazioni di radioprotezione hanno escluso conseguenze per l'ambiente, la popolazione e i lavoratori. 

I lavori sono, quindi, proseguiti con il drenaggio di circa 800 litri di liquido trovati all’interno del monolite. Prima di iniziare le operazioni di taglio, sono stati implementati ulteriori sistemi di stabilizzazione del monolite, 

A marzo 2019 sono iniziati i lavori di taglio del monolite in ambiente confinato. Si è proceduto dapprima con un taglio orizzontale, perforando la base della struttura mediante un carotiere con punte a perdere. Tali operazioni si sono concluse nel maggio 2019.

Si è successivamente effettuato il taglio in verticale con filo diamantato dall’alto verso il basso, separando l’uno dall’altro i quattro pozzi. L'attività si è conclusa nel settembre 2019.

In seguito i singoli pozzi sono stati incapsulati per procedere al loro sollevamento e all'estrazione, per poi essere trasferiti in massima sicurezza all’interno di un deposito temporaneo del sito.

Durante un sopralluogo effettuato all’interno del Capannone 9.3 in seguito al posizionamento del pozzo P2 (terzo pozzo estratto) sono state rilevate, sul pavimento, delle gocce di liquido, un’eventualità attesa e valutata nel progetto delle attività. Sogin ha prontamente notificato l’evento all’Autorità di controllo ISIN che, nel corso di un’apposita ispezione ha preso atto della natura limitata dell’entità della fuoriuscita e dell’assenza di conseguenze radiologiche per la popolazione e l’ambiente. Nel corso dell’ispezione sono stati acquisiti campioni ambientali per determinazioni radiometriche indipendenti che sono state effettuate dall’ARPA Basilicata, che ha confermato l’assenza di conseguenze radiologiche per la popolazione e l’ambiente in quanto i valori rilevati risultano inferiori ai livelli di riferimento indicati dall’Organo di Vigilanza.

Le attività di rimozione del monolite della Fossa 7.1 si sono concluse il 18 dicembre 2019, con l'estrazione dell'ultimo pozzo.

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