​Decommissioning

 

La centrale è stata fermata nel 1987, all’indomani del referendum sul nucleare.

Nel 1999 sono stati smantellati i trasformatori che collegavano la centrale alla rete elettrica.

Nel 2002 sono state demolite le torri di raffreddamento ausiliarie e nel 2003 è stata effettuata la decontaminazione dei generatori di vapore.

Tra il 2003 e il 2004 sono stati demoliti gli edifici che ospitavano i generatori diesel d’emergenza e gli spogliatoi del personale.

Nel 2006 è terminata la rimozione della traversa sul Po, necessaria a garantire l’approvvigionamento idrico durante l’esercizio dell’impianto; l’approvvigionamento è stato garantito mediante la realizzazione di un nuovo sistema appositamente progettato e realizzato.

Nel 2008 è stato concluso lo smontaggio dei componenti dell’edificio turbina.

Nel gennaio 2009 è stato pubblicato il decreto di compatibilità ambientale (VIA) per “l’attività di decommissioning – disattivazione accelerata per il rilascio incondizionato del sito”.

Nel 2009 si sono concluse le attività di adeguamento del sistema di ventilazione dell’edificio reattore e dell’impianto elettrico dell’edificio turbina e le opere di realizzazione della stazione rilascio materiali.

Nel 2010 sono terminati i lavori di rimozione dei componenti e dei sistemi ausiliari non contaminati della zona controllata.

Il 2 agosto 2012 è stato ottenuto il decreto di disattivazione per la centrale.

Nel 2013 è stata effettuata la rimozione dei componenti debolmente contaminati dai locali del RadWaste. Sono stati, inoltre, adeguati il sistema di ventilazione dell’edificio reattore e l’impianto elettrico dell’edificio turbina, in vista delle prossime attività di decommissioning.

È stata assegnata la gara per lo smantellamento del sistema primario.

Tra il 2015 e il 2016 si è conclusa la progettazione esecutiva dello smantellamento del sistema primario; la progettazione è in fase di sorveglianza, che si concluderà entro la fine del 2016. A valle dell’approvazione del Piano Operativo da parte dell’Autorità di Controllo, saranno avviate le attività di smantellamento dei sistemi e dei componenti facenti parte dell’isola nucleare.

Tra il 2014 ed il 2016, ai fini del rispetto di alcune prescrizioni VIA, sono state realizzate opere accessorie quali l’impermeabilizzazione delle aree di cantiere, le aree di stoccaggio per i materiali in attesa di essere allontanati senza vincoli radiologici, gli impianti di trattamento acque di prima pioggia, il sistema di lavaggio ruote automezzi di cantiere, l’adeguamento dei percorsi interni al sito alle attività previste, nuovi percorsi dei cavi per i collegamenti degli ausiliari alle facilities di futura realizzazione.

Nel 2015 è stato avviato lo smantellamento dei sistemi e dei componenti privi di contaminazione e non rilevanti ai fini della sicurezza nucleare all’interno dell’Edificio Reattore; a valle delle attività di passivazione e rimozione delle connessioni elettriche, è iniziata l’attività di rimozione partendo dal sistema di raffreddamento dei componenti. Il completamento di tali attività è previsto per fine 2016.

Nel 2016 è stata completata la rimozione di componenti strutturali e di apparati elettrici non più in uso all’interno del RadWaste Disposal, lavoro propedeutico alla realizzazione dell’Impianto di trattamento resine esaurite mediante ossidazione ad umido Wet Oxidation (WOX).

Nel 2016 è stato rimosso l’amianto dalla parte superiore del vessel e sono stati bonificati i setti schermanti dello stesso.

Sono concluse le attività di rispristino della coibentazione dei serbatoi SAE (Sistema Allagamento di Emergenza del Reattore), propedeutiche all'allagamento della cavità del reattore per lo smantellamento del vessel e allo svuotamento delle vasche dei purificatori e della Spent Fuel Pit. Sono in corso la progettazione per l'apertura e lo smantellamento del vessel e degli internals e la progettazione per il trattamento dei componenti attivati presenti nella piscina combustibile per il suo successivo svuotamento.

Entro la fine del 2016, in vista della realizzazione della Stazione Gestione Materiali (SGM), si prevede di terminare la rimozione dei componenti all’interno della Fan Room.

È stata consegnata la progettazione esecutiva per la fornitura del sistema trasportabile di supercompattazione e cementazione per il trattamento e condizionamento rifiuti di bassa e media attività; la progettazione sarà sottoposta a sorveglianza.

Le attività di decommissioning termineranno fra il 2026 e il 2030, un intervallo di quattro anni che risponde alla necessità di rappresentare l’alea legata alla natura prototipale di molte attività di decommissioning, con la data centrale più probabile come anno di fine dei lavori.

Raggiunta questa fase i rifiuti radioattivi, già condizionati e stoccati nei depositi temporanei del sito, saranno pronti per essere trasferiti al Deposito Nazionale (raggiungimento della fase chiamata brown field).

Con la disponibilità del Deposito Nazionale i rifiuti radioattivi saranno allontanati e il sito potrà quindi essere riportato allo stato di green field, ovvero a una condizione priva di vincoli radiologici, che consentirà il suo riutilizzo.

 

Gestione e messa in sicurezza dei rifiuti

 

E’ stata completata la progettazione dell’impianto per il trattamento delle resine della centrale, sviluppato con una tecnologia innovativa, che applica il processo di ossidazione a umido (Wet Oxidation) al trattamento dei rifiuti organici radioattivi prodotti da centrali e impianti nucleari, al fine di ridurne il volume e garantirne la sicurezza nel lungo termine.

Nel 2013 si è conclusa la qualifica del processo di cementazione dei residui prodotti dal trattamento resine.

Nel 2015 è stato avviato l’adeguamento del Mock-Up del processo di trattamento, con la tecnica di ossidazione ad umido (WOX), delle resine a scambio ionico presenti presso la centrale. L’attività include le prove sperimentali e una serie di Stress Test finali. La parte realizzativa dell’attività si è conclusa e si prevede di concludere le prove sperimentali alla fine del 2016. Sono in corso le attività già autorizzate da precedenti Piani Operativi e le attività di costruzione di componenti propedeutici agli ausiliari WOX.

Nel sito sono presenti due depositi temporanei per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi provenienti dall’esercizio dell’impianto e per quelli derivanti dalle operazioni di decommissioning.

Caratteristiche principali del deposito temporaneo n. 1

Volume complessivo geometrico: 6.500 m3 

Capacità netta di stoccaggio: 3.800 m3 di rifiuti radioattivi

Superficie: 1000 m²

Tipologia di rifiuti stoccati: rifiuti solidi a bassa e media attività (materiale tecnologico; cartucce filtranti dei liquidi radioattivi; fanghi provenienti da decontaminazioni; pre-filtri e filtri degli effluenti aeriformi) e ad alta attività (resine a scambio ionico)


Caratteristiche principali del deposito temporaneo n. 2

Volume complessivo geometrico: 4.320 m3 

Capacità netta di stoccaggio: 2.000 m3 di rifiuti radioattivi

Superficie: 779 m²

Tipologia di rifiuti stoccati: rifiuti solidi a bassa e media attività (materiale tecnologico; cartucce filtranti dei liquidi radioattivi; fanghi provenienti da decontaminazioni; pre-filtri e filtri degli effluenti aeriformi) e ad alta attività (resine a scambio ionico)

In vista dei prossimi lavori di adeguamento dei due depositi temporanei, sono in corso le attività per adibire i locali all’interno dell’edificio denominato "test tank" ad "area buffer" per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti presenti.

Al termine del trasferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale, tutti i depositi temporanei saranno demoliti.

Nel 2013 sono terminate le attività di supercompattazione di oltre 1000 fusti radioattivi, riducendo il loro numero di circa tre volte, ed è stato effettuato un primo intervento di adeguamento dell’edificio che ospiterà la Monitoring Release Facility, l’impianto per il monitoraggio e il rilascio dei materiali privi di vincoli di natura radiologica.

A metà del 2015 è stato avviato il riconfezionamento dei rifiuti radioattivi prodotti dalla centrale dall’inizio dell’esercizio ad oggi. I rifiuti verranno separati per tipologia, caratterizzati con le tecniche più moderne e sottoposti a supercompattazione al fine di ridurne il volume ed uniformare i contenitori esterni, che alla fine saranno tutti overpack da 380 l. L’attività si concluderà entro la fine del 2016.

Sono stati completati i necessari adeguamenti dell’edificio che ospita la Monitoring Release Facility e l’aggiornamento dei sistemi di misura della stessa MRF.

Si prevede di portare a termine entro la fine del 2016 la demolizione e ricostruzione, con caratteristiche tecniche approvate dall’Autorità di Controllo, dell’edificio da adibire a deposito Buffer.

A fine 2015, il volume dei rifiuti radioattivi, classificati in accordo con il Decreto Ministeriale del 7 agosto 2015, presenti nel sito di Trino è di 1.180 m3. Il volume può variare di anno in anno col progredire delle attività di mantenimento in sicurezza e di decommissioning e delle modalità di condizionamento dei rifiuti pregressi.​ 
 
Quantitativo (in metri cubi) dei rifiuti radioattivi, suddivisi per tipologia, presenti nella centrale di Trino al 31.12.2015 
 
TIPOLOGIA DI RIFIUTI

A vita media molto breve

Attività molto bassa Bassa attività Media attività Alta attività
QUANTITA' 0 m3 600 m3 507 m3 73 m3 
m3 
TOTALE 1.180 m3
 
 

Gestione del combustibile

 
Nel 2014, con la fornitura del primo contenitore (cask) per il trasporto degli elementi di combustibile, sono iniziate le prove a freddo propedeutiche alla spedizione per il riprocessamento dei 47 elementi di combustibile irraggiato presso l’impianto di La Hague in Francia.
 
Con due trasporti, effettuati a giugno e a settembre 2015, tutto il combustibile presente nella centrale è stato trasferito.
Tali operazioni sono avvenute nel rispetto della normativa nazionale e internazionale sotto il controllo delle Autorità preposte a garantire la massima sicurezza per la popolazione e per l’ambiente.
 
I residui del riprocessamento rientreranno in Italia per essere conferiti temporaneamente al Deposito Nazionale.
 

Ambiente

A garanzia della sostenibilità ambientale, tutti gli interventi sono progettati, realizzati e monitorati in modo da non produrre alcun impatto, sia radiologico sia convenzionale, sull’ambiente.
 
Sogin gestisce un’articolata rete di sorveglianza radiologica ambientale e monitora, con controlli continui e programmati, la qualità dell’aria, del terreno (risaie e sedimenti fluviali), delle acque di falda e del Po, nonché del pesce di fiume e dei principali prodotti agro-alimentari del territorio: riso, mais, insalata, spinaci, cavoli e foraggio. Tutte le reti di sorveglianza radiologica ambientale sono state istituite al momento della costruzione degli impianti nucleari.
 
Ogni anno, Sogin effettua sistematicamente centinaia di misure sulle matrici alimentari e ambientali che compongono la rete di sorveglianza ambientale. L'ARPA Piemonte provvede con una propria rete a svolgere un'analoga attività di monitoraggio e sorveglianza.
 
Da sempre, i risultati delle analisi e i valori delle formule di scarico confermano impatti ambientali radiologicamente irrilevanti. I risultati dei monitoraggi sono inviati all'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione Ambientale, e resi pubblici, anche attraverso il portale "RE.MO. - REte di MOnitoraggio" e il nostro bilancio di sostenibilità.
 
ll Sistema di Gestione Ambientale di Sogin è certificato ai sensi della norma ISO 14001. Dopo la registrazione della centrale  di Caorso,  a fine ottobre 2015 Sogin ha ottenuto anche per le attività nella centrale di Trino il certificato EMAS (Eco-Management and Audit Scheme). 
 
L’EMAS è uno strumento volontario proposto dalla Comunità Europea con il quale aziende ed enti pubblici possono valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e a tutti i soggetti interessati le informazioni che riguardano la gestione ambientale.
 
Tutte le informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori e sui dati dei monitoraggi ambientali sono disponibili sul p​ortale RE.MO.​​.
 

Nel maggio 2016 è stata confermata la registrazione EMAS con la versione aggiornata al 2016 della Dichiarazione Ambientale.


 
Osservatorio Socio Ambientale Trinese (OSAT) 
Nel 2014 si è costituito l’Osservatorio Socio Ambientale Trinese (OSAT), nell’ambito di una convenzione tra la facoltà di Medicina e Chirurgia del Piemonte Orientale A. Avogadro di Novara e il Comune di Trino. L’Osservatorio ha l’obiettivo di realizzare uno studio epidemiologico sulle condizioni e sugli ambienti di vita e di salute dei residenti nel territorio, sulla base dell’impatto delle realtà socio economiche locali, tra cui la centrale nucleare E. Fermi. La finalità dell’indagine è di ricavare utili informazioni per una strategia di prevenzione e promozione della sanità pubblica. Al riguardo, nel gennaio 2015 Sogin ha inviato alle persone che hanno lavorato o che lavorano nella centrale una richiesta di autorizzazione al trattamento dei dati, per permettere all’Osservatorio di contattarli per intervistarli. I dati dei dipendenti che avranno dichiarato il proprio consenso saranno messi a disposizione dell’OSAT, solo ed esclusivamente per le finalità dello studio epidemiologico.
 

Storia della centrale

 

La centrale nucleare “Enrico Fermi” di Trino è stata costruita da un consorzio di imprese guidate da Edison e ha rappresentato la prima iniziativa industriale italiana nel settore nucleare. La sua costruzione è iniziata nel 1961. Dopo appena tre anni, nell’ottobre 1964, la centrale ha cominciato la produzione di energia elettrica.
 
L’impianto, di tipo PWR, Pressurized Water Reactor, aveva una potenza di produzione elettrica di 270 MWe.

Nel 1966 la proprietà della centrale è passata a Enel e nel 1987, all’indomani del referendum sul nucleare, la centrale è stata fermata.

Nel 1990 l’impianto è stato definitivamente disattivato. Da allora, è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell’ambiente.

La centrale, che raggiunse il record mondiale di funzionamento a piena potenza, ha complessivamente prodotto 26 miliardi di kWh di energia elettrica.

Nel 1999 Sogin è divenuta proprietà della centrale con l’obiettivo di realizzare il decommissioning.
 
La centrale di Trino è stata la prima delle quattro centrali nucleari italiane ad ottenere nel 2012 il decreto di disattivazione, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico su parere dell’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (ISPRA) e delle altre Istituzioni competenti.
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