Decommissioning

 

La centrale è stata fermata nel 1986 per la ricarica del combustibile e mai riavviata, anche a seguito dell'esito del referendum sul nucleare del 1987.

​Nel 2004 è stata completata la decontaminazione del circuito primario.

Nel dicembre 2006 è stato completato lo smantellamento e la rimozione delle turbine e del turboalternatore all’interno dell’edificio turbina.

Nel maggio 2008 è stata completata la demolizione delle torri di raffreddamento ausiliarie e nel 2009 è entrata in funzione una delle più grandi stazioni di gestione materiali al mondo per le operazioni di smontaggio, taglio e decontaminazione delle apparecchiature metalliche. Tali attività consentono di riciclare la maggior parte del metallo derivante dallo smantellamento.

Nello stesso anno è stato pubblicato il Decreto di Compatibilità Ambientale (VIA), per il progetto di decommissioning della centrale.

Nel 2010 è stata completata la rimozione dei coibenti dall’edificio reattore, dall’edificio turbina e dall'edificio off-gas.

A febbraio dello stesso anno è stato demolito il camino, un lavoro che ha dato avvio alle attività di decontaminazione e smantellamento dell'impianto di trattamento degli scarichi gassosi (Off-Gas). A fine 2013 si sono conclusi i lavori di demolizione dell'edificio off-gas e dell'adiacente locale hold-up.

Nel giugno 2012 sono terminati lo smantellamento e la decontaminazione di 6.500 tonnellate di materiali e componenti metallici dell'edificio turbina, attività avviata negli ultimi mesi del 2009. Al termine, l’edificio turbina risulta, ad eccezione della stazione gestione materiali, completamente svuotato di tutti i sistemi e componenti afferenti al ciclo del vapore.

A giugno 2016, i materiali metallici complessivamente allontanati dall'impianto sono pari a circa 10.800 tonnellate, oltre il 95% di quelli rimossi.

Nel corso del 2013 si è conclusa la bonifica dei trasformatori da PCB e sono stati ultimati i prelievi di campioni metallici dai sistemi e componenti dell’edificio reattore dell'impianto. Le successive attività di analisi sono terminate a inizio 2015.

Nel febbraio 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso il decreto per la disattivazione della centrale nucleare di Caorso, che consente, attraverso la predisposizione e l'autorizzazione dei singoli progetti, di terminare le attività lo smantellamento dell’impianto.

Sono terminate le attività di decontaminazione subacquea ed estrazione dei materiali contaminati presenti all'interno della piscina dell'impianto, che conteneva il combustibile.

Nel 2015 si sono concluse le attività di caratterizzazione della piscina di soppressione e i lavori di adeguamento della stazione gestione materiali, presente nell'edificio turbina. E’ stato aggiornato il sistema di rilevazione incendi dell'impianto.

Le attività di decommissioning termineranno fra il 2028 e il 2032, un intervallo di quattro anni che risponde alla necessità di rappresentare l’alea legata alla natura prototipale di molte attività di decommissioning, con la data centrale più probabile come anno di fine dei lavori. 

 


Raggiunta questa fase i rifiuti radioattivi, già condizionati e stoccati nei depositi temporanei del sito, saranno pronti per essere trasferiti al Deposito Nazionale (raggiungimento della fase chiamata brown field).
 
Con la disponibilità del Deposito Nazionale i rifiuti radioattivi saranno allontanati e i depositi temporanei saranno smantellati. Il sito potrà quindi essere riportato allo stato di green field, ovvero a una condizione priva di vincoli radiologici, che consentirà il suo riutilizzo. ​

 

  

Gestione e messa in sicurezza dei rifiuti 

 

Nel sito sono presenti tre depositi per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi prodotti dall’esercizio dell’impianto e per quelli derivanti dalle operazioni di smantellamento:

  • ERSBA (Edificio Rifiuti Solidi Bassa Attività) - 1
  • ERSBA (Edificio Rifiuti Solidi Bassa Attività) - 2
  • ERSMA (Edificio Rifiuti Solidi Media Attività)

Caratteristiche principali dei depositi temporanei ERSBA 1 e ERSBA 2

Volume complessivo geometrico: 9.791 m3
Capacità netta di stoccaggio per ogni deposito: 1.690 m3
Superficie: 1.542 m2

Caratteristiche principali dei depositi temporanei ERSMA

Volume complessivo geometrico: 21.941 m3
Capacità netta di stoccaggio: 1.100 m3
Superficie: 1.557 m2

Sono in fase di progettazione e di committenza le attività di adeguamento dei tre depositi temporanei. In particolare, è in corso la progettazione definitiva per il deposito ERSMA, mentre a settembre 2015 è stato avviato l'iter di committenza per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell'adeguamento dei depositi ERSBA 1 e 2.

E' stato, inoltre, approvato da ISPRA il progetto per la realizzazione, all'interno dell'edificio turbina, di un'area di stoccaggio provvisorio, trattamento e condizionamento di rifiuti radioattivi.

Tale progetto è entrato nella fase realizzativa; il cantiere per l’adeguamento delle opere civili e la rimozione delle interferenze impiantistiche è infatti stato aperto nel marzo 2016 e sono attualmente in corso le demolizioni all’interno dell’edificio.

Al termine del graduale trasferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale, tutti i depositi temporanei saranno demoliti.

Per quanto concerne il trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi, nel 2013 sono rientrati dall’impianto svedese di Studsvik 204 fusti di rifiuti radioattivi, risultato del trattamento di circa 355 tonnellate di rifiuti a bassa attività.

 

A fine 2016, il volume dei rifiuti radioattivi, classificati in accordo con il decreto del 7 agosto 2015, presenti nel sito di Caorso è di 2436 m3. Il volume può variare di anno in anno col progredire delle attività di mantenimento in sicurezza e di decommissioning e delle modalità di condizionamento dei rifiuti pregressi.​

 

Quantitativo (in metri cubi) dei rifiuti radioattivi, suddivisi per tipologia, presenti nella centrale di Caorso al 31.12.2016
 
​ ​ TIPOLOGIA DI RIFIUTI​ ​ ​ ​

A vita media molto breve

​Attività molto bassa Bassa attività ​Media attività ​Alta attività
QUANTITA'​ 0 m3​ 706​ m3​ 1.730 m3​ ​0 m3​ 
​0 m3​ 
TOTALE​ 2.436 m3​ ​ ​ ​
 
L'inventario dei rifiuti radioattivi al 31.12.2016 risponde alla nuova classificazione definita con il Decreto Ministeriale del 7 agosto 2015.

 
Nel giugno 2015 è stato aggiudicato il bando per il trattamento e il condizionamento delle resine radioattive a scambio ionico, prodotte durante l’esercizio pregresso dell’impianto, e dei fanghi radioattivi. Il progetto di trattamento, inviato all'Autorità di controllo nel novembre 2014, è stato autorizzato ad agosto 2015; nel dicembre 2015 è stato inviato all’ISPRA il Piano Operativo ed è oggi in corso l’iter autorizzativo.

 

​ 

Gestione del combustibile 

Nel giugno 2010 si è concluso, nel rispetto dei tempi previsti, il trasferimento in Francia dei 1032 elementi di combustibile irraggiato che erano stoccati nella piscina dell’edificio reattore, per il loro riprocessamento.

Le attività di allontanamento del combustibile erano iniziate nel dicembre 2007.
 

 

Ambiente

 

A garanzia della sostenibilità ambientale, tutti gli interventi sono progettati, realizzati e monitorati in modo da non produrre alcun impatto, sia radiologico sia convenzionale, sull’ambiente.

Sogin gestisce un’articolata rete di sorveglianza ambientale e monitora, con controlli continui e programmati, la qualità dell’aria, del terreno, delle acque di falda e del Po, del pesce di fiume, della carne bovina e suina, nonché dei principali prodotti agro-alimentari del territorio: insalata, pomodori, mais, uova, latte e foraggio. La rete di sorveglianza ambientale è stata istituita, come negli altri siti nucleari, al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto.

Ogni anno, Sogin effettua sistematicamente centinaia di misure sulle matrici alimentari e ambientali che compongono la rete di sorveglianza ambientale. L’Arpae Emilia-Romagna provvede con una propria rete a svolgere un'analoga attività di monitoraggio e sorveglianza.

Da sempre, i risultati delle analisi e i valori delle formule di scarico confermano impatti ambientali radiologicamente irrilevanti. I risultati dei monitoraggi sono inviati all’Autorità di controllo Ispra e resi pubblici, anche attraverso il nostro bilancio di sostenibilità.

Monitoraggio acque sotterranee - nota stampa del 7 ottobre 2016

La centrale di Caorso fa parte della rete ALMERA (Analytical Laboratories Measuring Environmental Radioactivity), un network coordinato dalla IAEA nell’ambito del quale il Sito partecipa a interconfronti a carattere internazionale sulle misure di laboratorio di matrici ambientali, al fine di testare la risposta del laboratorio sia in condizioni normali che di emergenza.

ll Sistema di Gestione Ambientale di Sogin è certificato ai sensi della norma ISO 14001. Nell'aprile 2015 per le attività nella centrale di Caorso, Sogin ha ottenuto il certificato di registrazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme). L’EMAS è uno strumento volontario proposto dalla Comunità Europea con il quale aziende ed enti pubblici possono valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e a tutti i soggetti interessati le informazioni che riguardano la gestione ambientale.  
 
Tutte le informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori e sui dati dei monitoraggi ambientali sono disponibili sul p​ortale RE.MO.​​​.​ 

Nel marzo 2017 è stata confermata la registrazione EMAS con la versione aggiornata al 2016 della Dichiarazione Ambientale.

 

Laboratorio di taratura ACCREDIA LAT n° 77

All’interno del sito di Caorso è operativo il laboratorio ACCREDIA LAT n° 77, dove tecnici specializzati effettuano tarature di strumentazione di radioprotezione con fasci di radiazione gamma e X. Il Laboratorio svolge la propria attività sia per Sogin che per Terzi emettendo certificati che hanno validità presso tutti i Paesi che hanno aderito agli Accordi di Mutuo Riconoscimento. Le attività di taratura svolte all’interno del Centro garantiscono l’affidabilità delle misure radiometriche. Nel 2014 sono stati emessi 774 certificati di taratura. Maggiori informazioni sono reperibili visitando il sito web ACCREDIA.

 

Storia della centrale

La centrale nucleare di Caorso, la più grande d’Italia, con una potenza di 860 MW, è stata progettata e realizzata nei primi anni settanta dal raggruppamento Enel – Ansaldo Meccanica Nucleare – GETSCO.

La centrale, di tipo BWR, Boiling Water Reactor, appartiene alla seconda generazione di impianti nucleari.

Il collegamento con la rete elettrica nazionale è avvenuto nel maggio del 1978; l'esercizio è iniziato nel dicembre 1981.

Nell’ottobre 1986 l’impianto è stato fermato per la periodica ricarica del combustibile e non è stato più riavviato, anche a seguito dell’esito del referendum sul nucleare del 1987.

Nel 1990 è stato deciso di fermare definitivamente l’esercizio commerciale della centrale. Da allora è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell’ambiente.

L’impianto, nel suo pur breve periodo di esercizio, ha prodotto circa 29 miliardi di kWh.

Nel 1999 Sogin è divenuta proprietaria della centrale con l’obiettivo di realizzare il decommissioning.

Dal febbraio 2008 la centrale di Caorso è sede della Radwaste Management School, centro di formazione impegnato nel sostenere e diffondere la cultura della sicurezza, della radioprotezione e della salvaguardia dell'ambiente.​​​​​​