Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi. La sua realizzazione consentirà di completare il decommissioning degli impianti nucleari italiani e di gestire tutti i rifiuti radioattivi, compresi quelli provenienti dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca.
Insieme al Deposito Nazionale sarà realizzato il Parco Tecnologico: un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, dove svolgere attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato.

Il Deposito è una struttura con barriere ingegneristiche e barriere naturali poste in serie (guarda il video), progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) che consentirà la sistemazione definitiva di circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività.
 
 
 
Dei circa 90 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, il 60% deriverà dalle operazioni di smantellamento degli impianti nucleari, mentre il restante 40% dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che continueranno a generare rifiuti anche in futuro.
 

Il trasferimento dei rifiuti radioattivi in un’unica struttura garantirà sia la totale sicurezza per i cittadini e l’ambiente sia il rispetto delle direttive europee, allineando l’Italia ai Paesi che da tempo hanno in esercizio sul loro territorio depositi analoghi.
 
 
 
Il decreto legislativo n. 31 del 2010 descrive puntualmente l’iter di localizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico.

L’iter è stato avviato il 4 giugno 2014, data in cui ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha pubblicato sul proprio sito internet la Guida Tecnica n. 29 “Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi di bassa e media attività”.
 
Il 2 gennaio 2015 Sogin ha consegnato a ISPRA la proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee - CNAPI (guarda il video) ad ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, rispettando i tempi previsti dal D.Lgs. 31/2010, ossia entro 7 mesi dalla pubblicazione della Guida Tecnica n. 29.
Per “aree potenzialmente idonee” si intendono le zone che presentano caratteristiche favorevoli all’individuazione del sito idoneo alla localizzazione del Deposito Nazionale, che sarà poi successivamente oggetto di indagini di dettaglio per la qualifica. Nell’elaborare la CNAPI Sogin ha applicato i Criteri di localizzazione (guarda il video)stabiliti da ISPRA con la Guida Tecnica n. 29 e indicati dall’IAEA con la Safety Guide n. 29.

Il 13 marzo 2015 ISPRA ha consegnato al Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) la sua relazione sulla proposta di CNAPI.

Il 16 aprile 2015 il MiSE e il MATTM hanno richiesto, entro 60 giorni, a Sogin e ISPRA approfondimenti tecnici sulla proposta di CNAPI per avere, come previsto dal quadro normativo, tutti gli elementi necessari ad esprimere il nulla osta alla pubblicazione della Carta.

Sogin ha inviato a Ispra l'aggiornamento della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), con la relativa documentazione, che recepisce i rilievi formulati nella relazione predisposta da ISPRA stesso sulla base della prima proposta di CNAPI. A seguito delle verifiche effettuate e richieste dai Ministeri, ISPRA non ha formulato ulteriori rilievi.

Il 20 luglio 2015 ISPRA ha consegnato a MiSE e MATTM l'aggiornamento della relazione sulla proposta di CNAPI per il loro nulla osta alla pubblicazione della Carta.
 
Il 21 luglio, i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente hanno chiarito in una nota congiunta che con il nulla osta alla pubblicazione della CNAPI “non sarà deciso il sito che ospiterà il deposito dei rifiuti nucleari. Il percorso che deve portare all’individuazione dell’area è molto più articolato, ma allo stesso tempo aperto e trasparente”. "Il nulla osta dei Ministri – spiegano Ambiente e Sviluppo – sarà soltanto il momento d’avvio, e non di conclusione, di una lunga procedura  caratterizzata da ampie fasi di consultazione pubblica, nella quale verranno coinvolti Regioni ed enti locali interessati, cittadini e comunità scientifica, che porterà prima ad individuare alcune aree concretamente idonee ad ospitare il deposito unico nazionale e poi stabilirà il sito”. 

Secondo quanto previsto dalla normativa, Sogin, ottenuto il nulla osta dai due Ministeri, pubblicherà sul sito depositonazionale.it la proposta di CNAPI e il progetto preliminare del Deposito. 
  
Perché è necessario il Deposito Nazionale? Dove sarà realizzato? E come puoi partecipare alla scelta del sito idoneo? Trova tutte le risposte visitando il sito depositonazionale.it .