Transizione energetica e nucleare: Sogin al convegno 2026 de Il Sole 24 Ore

14 Aprile 2026
Si è svolta ieri a Milano la seconda edizione del convegno “Transizione Energetica e l’Industria del Nucleare 2026”, promosso da Il Sole 24 Ore, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, autorità di controllo e vigilanza, mondo della ricerca e principali operatori del settore energetico.

In particolare, l'evento ha visto la partecipazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per un punto sulla transizione energetica in Italia e le principali sfide per il futuro.

Sogin è stata fra le voci protagoniste, con l'intervento dell'Amministratore Delegato, Gian Luca Artizzu, nel panel “La rinascita nucleare italiana: Ddl e PNIEC”, moderato dalla giornalista Celestina Dominelli.

  

Partendo da dati concreti, l'AD Sogin ha presentato lo stato di avanzamento del decommissioning: “oggi siamo al 47,7–48%”, evidenziando l’accelerazione registrata negli ultimi anni e l’impegno su un percorso di lungo periodo, anche in relazione alla necessità di realizzare il Deposito Nazionale, infrastruttura necessaria per la gestione e la sistemazione dei rifiuti. “I tempi sono quelli del nuovo piano a vita intera che abbiamo scelto di fare, assumendoci la responsabilità di ciò che dicevamo”. Un impegno che nel 2026 si traduce anche in circa 420 milioni di euro di gare, in larga parte destinate a imprese italiane.

Riprendendo quanto espresso dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin in apertura del convegno, Artizzu ha ricordato che "i depositi del ciclo di produzione elettronucleare sono 33, di cui 23 a bassa e molto bassa intensità e 10 a media intensità", a cui si aggiungono due aree buffer dedicate alla gestione operativa e due repository di combustibile nucleare. Su questo ha chiarito un aspetto spesso frainteso: “O è combustibile o sono rifiuti, il fissile non è un rifiuto”.

L’AD ha poi richiamato l’attenzione sul quadro regolatorio: “i parametri di rilascio in Italia sono particolarmente restrittivi”, con impatti concreti sui processi operativi. Una quota di materiali viene, infatti, classificata come rifiuto per effetto delle soglie amministrative, con conseguenze sui tempi e sulla gestione delle attività. “Se si vuole accelerare sul decommissioning, che non impedisce comunque l’avvio di un nuovo nucleare perché sono due binari paralleli che si integrano e si efficientano a vicenda, bisogna agire su questi parametri”.

Rispetto al futuro, l'AD ha sottolineato che il lavoro da fare è ancora molto, ma le basi sono solide: “abbiamo persone che lavorano in ambiente radioattivo dalla mattina alla sera. Lo sappiamo fare”. Competenze concrete, di chi ogni giorno “mette le mani nel motore”.

Sui siti, “preziosissimi, unici in Italia”, per Artizzu il recente Decreto Ministeriale 33 del 2024 ha fatto chiarezza: la parola "industriale""spazza via scenari bucolici di ritorno al prato verde”, aprendo alla loro valorizzazione sia per un ritorno alla produzione energetica da nucleare sia per l'installazione di tecnologie avanzate, come data center e quantum computing.

Al panel hanno preso parte anche Giovanni Guzzetta, Consigliere del Ministro sulla riforma normativa per un nucleare sostenibile; Luca Mastrantonio, Amministratore Delegato di Nuclitalia; Francesca Salvemini, Componente del Collegio ARERA; Maria Siclari, Coordinatore della Consulta degli esperti ISIN e Direttore Generale ISPRA.

L’iniziativa de Il Sole 24 Ore si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il ruolo dell’energia nucleare nel percorso di transizione energetica, anche alla luce della recente approvazione dello schema di disegno di legge delega in materia di nucleare sostenibile.

La partecipazione di Sogin conferma il ruolo di riferimento svolto dalla Società nel panorama nucleare italiano e il suo contributo alla costruzione di un dibattito informato, rigoroso e orientato alla responsabilità verso le generazioni future.