Sogin alla Camera dei Deputati: il contributo del nucleare a sostenibilità e competitività

26 Febbraio 2026
  

Oggi si è svolto, presso la Camera dei Deputati, l’incontro Sfide ambientali e competitività: gli strumenti di ISPRA per imprese, finanza e mondo assicurativo”, occasione di confronto tra istituzioni, imprese e operatori del settore sui temi della sostenibilità ambientale e della competitività del sistema produttivo.

Nel corso dell’evento è intervenuto l’Amministratore Delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, che ha posto l’attenzione sul ruolo dell’energia nucleare nel quadro delle politiche europee per la transizione energetica.

Con riferimento all’inserimento del nucleare nella tassonomia dell’Unione europea, l’AD ha evidenziato come tale decisione rappresenti “un passaggio decisivo per l’industria energetica e per l’intero sistema produttivo”, in quanto introduce una prospettiva di lungo periodo fondata su evidenze scientifiche, solidità industriale e sostenibilità ambientale.

Nel suo intervento, Artizzu ha sottolineato che tale scelta consente di valutare il contributo del nucleare sulla base di criteri oggettivi e comparabili: “È l’energia più densa che esista, con emissioni di CO₂ praticamente nulle durante l’esercizio e limitate alle fasi di costruzione e smantellamento. I dati dimostrano inoltre che è tra le fonti più sicure e meno impattanti dal punto di vista ambientale, al pari di fotovoltaico ed eolico”.

L’Amministratore Delegato ha quindi richiamato la necessità di un approccio integrato alle scelte energetiche, capace di coniugare tutela ambientale, monitoraggio scientifico e sostenibilità finanziaria. “Il nucleare richiede una programmazione di lungo periodo, con orizzonti di 80-100 anni, a differenza di altre tecnologie caratterizzate da cicli di vita più brevi e da rinnovi più frequenti”.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato come, nei Paesi europei che fanno ampio ricorso al nucleare, una produzione stabile e continua contribuisca alla riduzione delle emissioni complessive e al rafforzamento della competitività industriale. In questo contesto, l’Italia – oggi importatrice di una quota significativa di energia elettrica – potrebbe trarre beneficio dall’inserimento di una fonte baseload in grado di garantire continuità di servizio alle infrastrutture strategiche. “I dati che raccogliamo testimoniano come, attorno a una centrale nucleare controllata, i livelli di radioattività siano inferiori a quelli naturali e a quelli di altre attività industriali”.

In conclusione, Artizzu ha evidenziato come un mix energetico che includa una quota significativa di nucleare possa contribuire a ridurre la dipendenza dalle fonti più costose e volatili, come il gas, con effetti positivi sui prezzi dell’energia e sulla sicurezza del sistema Paese. “È un tema che va affrontato partendo dalla scienza e dai numeri, costruendo un ecosistema industriale solido e credibile, capace di sostenere gli investimenti e la transizione energetica nel lungo periodo”.