Il percorso di
risanamento e di
rilancio industriale avviato da Sogin nel triennio di gestione dell’Amministratore Delegato
Gian Luca Artizzu ha consentito di rafforzare la solidità dell'azienda, accelerare le attività operative e consolidare il ruolo della Società quale riferimento nazionale e internazionale nel settore nucleare. È quanto emerge dall’intervista al Direttore Regolatorio, Istituzionale e Comunicazione di Sogin,
Giuseppe Bono, rilasciata a
Milano Finanza e pubblicata lunedì 27 luglio.
Nell’intervista Bono evidenzia come la Società abbia recuperato
solidità economico finanziaria, con tre bilanci consolidati consecutivi in utile, e abbia avviato circa un miliardo di euro di
gare, accelerando in modo significativo le attività operative. Al 31 dicembre 2025, l’avanzamento complessivo del decommissioning ha raggiunto il 47,7%, un dato che conferma il
cambio di passo intrapreso.
Tra i principali risultati raggiunti figura l'ampliamento del perimetro operativo che consolida Sogin come riferimento nazionale nel settore nucleare, con l'affidamento della gestione dei rifiuti radioattivi del
reattore RTS-1 “Galileo Galilei” della Marina Militare del CISAM di Pisa e con il completamento della procedura di acquisizione della società
Deposito Avogadro. L'azienda punta anche a favorire
la valorizzazione dei siti con nuove destinazioni industriali e infrastrutturali, come data center o sistemi di accumulo energetico (BESS) e, in prospettiva, impianti Small Modular Reactor (SMR).
Particolare attenzione è dedicata al rafforzamento del
patrimonio di competenze della Società, oggi difficilmente reperibili altrove. Sogin ha investito nelle persone attraverso nuove assunzioni, programmi di formazione e iniziative di collaborazione con università e istituti di ricerca, nella consapevolezza che “le competenze rappresentano il principale asset strategico dell’azienda”.
L’intervista evidenzia inoltre il crescente
riconoscimento internazionale delle competenze sviluppate da Sogin, testimoniato anche dalla designazione della Società come Collaborating Centre dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Parallelamente, è stato rafforzato il
dialogo con i territori attraverso iniziative improntate alla trasparenza e al coinvolgimento degli stakeholder. Tra queste, la riattivazione del programma
“Open Gate”, che ha consentito l’apertura degli impianti nucleari in decommissioning a istituzioni, associazioni, scuole e cittadini, favorendo una conoscenza diretta delle attività svolte dalla Società.
Il quadro delineato nell’intervista è quello di un percorso in evoluzione che ha rimesso al centro competenze, investimenti, capacità realizzativa e credibilità istituzionale. Un percorso che, secondo Bono, richiede un elemento essenziale: la
continuità gestionale. Come afferma nell’intervista, “le grandi trasformazioni industriali richiedono tempi lunghi e continuità di governance”, una condizione necessaria per consolidare i risultati raggiunti e proseguire con efficacia nella missione affidata dallo Stato.
In questa prospettiva, il decommissioning nucleare italiano significa non solo mettere in sicurezza il passato, ma anche preservare e valorizzare un patrimonio di conoscenze e competenze tecniche, ingegneristiche e regolatorie al servizio del futuro del Paese.
L’intervista è disponibile sul sito di
Milano Finanza al seguente :link