"Nucleare, la grande sfida energetica": la riflessione dell'AD Artizzu su Il Giorno

15 Marzo 2026


Domenica 15 marzo, Il Giorno ha pubblicato un articolo a firma di Marco Galvani che ospita la riflessione dell'Amministratore Delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, sul ruolo del nucleare nel futuro energetico europeo e nei percorsi di decarbonizzazione.

Nel suo intervento, Artizzu sottolinea come il nucleare possa rappresentare una leva strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la transizione verso un’economia a basse emissioni.

"Vogliamo rimanere fra i Paesi industrializzati o preferiamo consegnarci all’irrilevanza industriale? Oggi il nucleare è un’opportunità enorme per tutta l’Europa per raggiungere livelli di decarbonizzazione e di eccellenza", ha esordito l’AD.

In uno scenario in cui la domanda energetica è destinata a crescere - per effetto dello sviluppo industriale, della mobilità sostenibile e dell’espansione dei data center -, Artizzu ha evidenziato la necessità di un quadro normativo adeguato, già allo studio attraverso la legge delega, e di un approccio fondato su un mix energetico equilibrato. Si ipotizza che nel 2050, ha precisato l'AD - verrà raddoppiato il consumo di energia, arrivando a ulteriori 300 TWh annui.

Pur in assenza di centrali nucleari operative, l’Italia continua a svolgere un ruolo di primo piano nel settore: il Paese è, infatti, riconosciuto come seconda industria nucleare europea, grazie alla presenza di imprese attive sui mercati internazionali e a poli formativi di eccellenza, come il Politecnico di Milano.



In questo contesto, Sogin, impegnata nel decommissioning degli impianti nucleari e nella gestione dei rifiuti radioattivi, mette a disposizione un patrimonio unico di competenze, rilevante anche in prospettiva delle tecnologie di nuova generazione.

L’AD ha ricordato che "siamo quasi al 50% del lavoro che dobbiamo fare", sottolineando come lo smantellamento degli impianti non rappresenti un limite allo sviluppo del settore. Al contrario, i siti in dismissione* potrebbero ospitare Small Modular Reactor (SMR), reattori di terza generazione e anche data center, che "per loro natura devono stare vicino a una fonte stabile di energia".

Il nucleare può inoltre contribuire in modo significativo alla fornitura di calore per i processi industriali. Da oggi i due terzi di energia termica, che servono a produrre un terzo di energia elettrica, "possono essere recuperati e riutilizzati ad esempio, nelle serre o nelle aziende di trasformazione alimentare", ha spiegato Artizzu, aggiungendo che "con la quarta generazione di impianti sarà possibile alimentare anche acciaierie e grandi aziende energivore".

La riflessione si conclude con un messaggio chiaro sulla prontezza tecnologica e industriale del Paese: "Da un punto di vista tecnico possiamo iniziare domattina", evidenziando la piena disponibilità del know-how aziendale a supporto delle future scelte energetiche dell’Italia.

Qui l'articolo completo

*Si precisa che l'AD non ha mai affermato di voler ripristinare le centrali nucleari, ma i siti.