Nucleare civile e innovazione energetica: a Torino il confronto promosso da FareAmbiente con Sogin

29 Maggio 2026


Il 26 maggio, a Torino, si è svolta la “Giornata di informazione e sensibilizzazione sul nucleare civile e sull’innovazione energetica”, promossa da FareAmbiente in collaborazione con Sogin, alla quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del settore energetico.

Nel corso dell’incontro si sono alternati i contributi dei diversi relatori presenti. Tra questi, l’Amministratore Delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, ha ripercorso le ragioni storiche dell’uscita dell’Italia dal nucleare e il ruolo svolto oggi dalla Società nel decommissioning e nella gestione dei rifiuti radioattivi.

Nel suo intervento, Artizzu ha ricordato come la scelta di abbandonare il nucleare dopo l’incidente di Chernobyl del 1986 sia stata, a suo avviso, “più ideologica che tecnica”, maturata in un contesto fortemente influenzato dall’emotività del momento che ha portato al “phase out completo” del nucleare nel Paese.

  



Soffermandosi sulle conseguenze di quella scelta, l’AD ha evidenziato come in Italia i parametri di rilascio dei materiali derivanti dallo smantellamento siano più restrittivi rispetto ad altri Paesi europei, sottolineando che “buona parte dei nostri rifiuti nucleari tanto temuti sono rifiuti di origine amministrativa”.

“Una parte culturale di questo Paese si impegna a rendere le operazioni nucleari lente e costose e poi ci dice che il nucleare è troppo costoso e troppo lungo”, ha osservato Artizzu, indicando nella revisione di questi vincoli un passaggio chiave per il futuro del settore: “se si supera questo punto si potrà dire nucleare sì e allora potremmo partire con dei progetti come gli impianti”.

L’esperienza maturata nelle attività di decommissioning ha consentito a Sogin e Nucleco di preservare e sviluppare nel tempo un patrimonio significativo di competenze. In questo senso, l’AD ha richiamato il valore delle professionalità maturate durante il cosiddetto “inverno nucleare”, periodo in cui sono state mantenute capacità industriali e competenze altamente specializzate.

“Questi lavoratori stanno su una fase che è quella del decommissioning che è del tutto simile alla manutenzione degli impianti in funzione, solo che ha un diverso target”, ha spiegato Artizzu, ricordando anche il lavoro svolto nella realizzazione delle infrastrutture necessarie alla gestione dei materiali provenienti dallo smantellamento.

Su questo tema, con riferimento al Deposito Nazionale, l’AD ha chiarito che “il deposito non è una discarica”, ma “un’infrastruttura tecnologicamente avanzata dove i rifiuti sono prima trattati e poi confinati con una logica multibarriera”.

In chiusura, Artizzu ha invitato a riportare il confronto sul nucleare su basi oggettive: “Occorrerebbe ridimensionare un pochino il tema e considerarlo più sotto un profilo scientifico, tecnologico e ingegneristico”.

L’evento è stato introdotto da Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale di FareAmbiente e professore ordinario di Diritto dell’Ambiente e dell’Energia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, e Valerio Lomanto, Presidente della Circoscrizione 6 della Città di Torino. Oltre l’AD Sogin, sono intervenuti, tra gli altri, Silvia Sardone, Parlamentare Europea; Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati; Vittoria Nallo, Consigliera regionale di Italia Viva; Giulia Zaccaro, Coordinatrice della Circoscrizione 6 e provinciale di FareAmbiente Movimento Ecologista Europeo; Andrea Beroudo, Consigliere della Circoscrizione 6 e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Gian Carlo Locarni, Consigliere comunale della Città di Vercelli e Presidente della Commissione Ambiente, e Ofer Arbib, Amministratore Delegato di Colliers Global Investors Italy SGR.