Marina Militare e Sogin, esercitazione congiunta all’impianto Cirene di Latina
22 Maggio 2026

Il 20 maggio l’impianto Cirene di Sogin, a Borgo Sabotino (Latina), ha ospitato un’esercitazione congiunta durante la quale è stato simulato un attacco terroristico a una centrale nucleare, con conseguente incidente e rilascio di contaminazione radioattiva.
Hanno partecipato la
Marina Militare, il
7° Reggimento NBC “Cremona” con il Multirole Exploitation and Reconnaissance Team (MERT), unità specializzata nelle operazioni CBRN (chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari), il
Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e il personale Sogin. La simulazione ha permesso di verificare sul campo l’efficacia delle procedure di emergenza e il coordinamento operativo tra tutti i soggetti coinvolti.

Le operazioni sono iniziate il 19 maggio con la predisposizione dell’esercitazione da parte della Marina Militare. Nella notte tra il 19 e il 20 maggio, circa 60 militari della
Brigata Marina San Marco e del MERT, imbarcati sulla nave
San Giorgio, hanno raggiunto via mare la foce del Canale Acque Alte, nei pressi di Borgo Sabotino, utilizzando mezzi anfibi a causa dell’impossibilità di accedere all’area via terra.

Dopo lo sbarco, le unità hanno attraversato la fascia boschiva che circonda la centrale, simulando il contatto e l’ingaggio con elementi ostili durante l’avanzata, fino a raggiungere nelle prime ore del mattino l’impianto Cirene e neutralizzare la minaccia. Successivamente è stata simulata un’esplosione che ha coinvolto le piscine di raffreddamento del combustibile esausto, provocando il rilascio di contaminazione radioattiva nell’area dell’impianto. È stata quindi attivata la sala di gestione dell’emergenza e il personale Sogin ha fornito supporto specialistico alle squadre impegnate nelle operazioni di risposta.

L’Esperto di Radioprotezione di Sogin e il personale della Marina Militare hanno coordinato gli interventi sul campo, guidando le attività dei tecnici dell’azienda e delle squadre operative della Marina. Le rilevazioni radiometriche si sono svolte in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato da elevato rischio radiologico e dalla presenza simulata di “offender” armati, come previsto dall’attività.
I tecnici Sogin hanno quindi ripristinato le condizioni di sicurezza della piscina contenente il combustibile nucleare, ristabilendo il corretto livello dell’acqua e contribuendo alla messa in sicurezza dell’impianto. Nel corso delle operazioni è stato inoltre simulato l’infortunio di un tecnico Sogin in area contaminata. A seguito dell’attivazione delle procedure di emergenza, una squadra interna dell’azienda, appositamente addestrata per la gestione di tali situazioni, è intervenuta tempestivamente per il recupero e la messa in sicurezza del ferito.

L’iniziativa ha confermato il valore dell’addestramento congiunto e della collaborazione interistituzionale nella gestione di scenari complessi, favorendo il costante miglioramento delle capacità operative e di coordinamento.
Un ringraziamento alla Marina Militare per l’elevata professionalità dimostrata e per la collaborazione assicurata durante tutte le fasi dell’attività, che ha contribuito alla realizzazione di un’esercitazione di alto valore tecnico e operativo.
