Intervista all’AD Sogin, Gian Luca Artizzu: “Da Sogin 428 milioni di lavori alle imprese”
20 Marzo 2026
Giovedì 19 marzo è stata pubblicata su
Il Sole 24 Ore l'intervista all'Amministratore Delegato di Sogin,
Gian Luca Artizzu, nella quale traccia un quadro dell’avanzamento del decommissioning nucleare in Italia, evidenziando un’accelerazione significativa delle attività e l’avvio di nuovi lavori per le imprese.
Nel corso dell’intervista, Artizzu sottolinea come il 2026 segni un deciso cambio di passo:
“Quest’anno ne assegniamo per poco meno di 430 milioni, portando così il totale a 1,1 miliardi, di cui almeno l’80% a imprese italiane”.
L’incremento delle commesse si riflette anche nello stato di avanzamento del programma di smantellamento, oggi al 47,7%, con il completamento previsto a inizio anni ’50 per un sito e negli anni ’40 per gli altri.
Il settore del nucleare richiede un lavoro di grandissima precisione e elevati standard operativi. Come evidenzia l’AD, “Il paradosso del nucleare è che per smantellare dobbiamo costruire, perché devi sempre confinare il materiale nucleare dalla biosfera e proteggere i lavoratori”.
In questo contesto cresce anche l’interesse da parte di operatori esteri. “A livello internazionale fa da traino il possibile ritorno al nucleare dell’Italia e molte aziende, in quest’ottica, vogliono qualificarsi”, sottolinea Artizzu. “Provengono un po’ da tutto il mondo, da Spagna, Germania, Paesi scandinavi, Usa, Slovacchia. Sono molto interessati, per esempio, alla realizzazione del Cemex”.
In chiusura, in un contesto energetico globale segnato da instabilità, Artizzu richiama il tema del mix energetico e il ruolo del nucleare: “È dal 1992, dalla prima guerra del Golfo, che passiamo da una crisi all’altra dicendo che dobbiamo partire subito con energie alternative, però non lo facciamo mai veramente. È vero, sono state sviluppate le rinnovabili ma a un prezzo altissimo, quando invece, vista anche la forte dipendenza italiana dal gas, andrebbero mixate con una fonte stabile nucleare”.